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Cardiologia Veterinaria

Cardiologia veterinaria: nel cuore degli animali

Il cuore è un muscolo, il motore che spinge il sangue nei vasi sanguigni, permettendo la nutrizione, l’ossigenazione delle cellule e la rimozione dei metaboliti di scarto.

In cardiologia veterinaria, i sintomi legati a malattia possono essere molto gravi e improvvisi (sincope, gravi difficoltà respiratorie) oppure subdoli e di difficile interpretazione da parte del proprietario.
Se il tuo animale appare affaticato, si stanca facilmente dopo una corsa, ha poca voglia di muoversi o tossisce, tutti questi sintomi possono nascondere una malattia cardiaca.

Generalmente la visita del paziente cardiopatico conferma la possibile presenza di una malattia cardiovascolare. In questi casi, il passo successivo un’indagine approfondita della funzionalità cardiovascolare attraverso mezzi di diagnostica per immagini (radiologia ed ecografia con sistema color-doppler).

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Le terapie prescritte in caso di malattia cardiaca servono a evitare le manifestazioni più gravi e pericolose per la vita (edema polmonare, crisi ipertensive, versamenti cavitari) e migliorare la funzionalità del muscolo cardiaco. Possiamo spesso rallentare la progressione delle malattie cardiache, soprattutto se diagnosticate precocemente e tenute sotto controllo.
Milano è area endemica per la filariosi cardio polmonare, un endoparassita che viene trasmesso allo stato larvale dalla puntura della zanzara e vive, allo stato adulto, nel cuore e nei grandi vasi.
Raccomandiamo quindi la profilassi annuale contro la filaria, per via iniettabile o orale.
Non bisogna dimenticare che nel gatto i sintomi delle malattie cardiovascolari possono sfuggire ai proprietari.

Alcune razze feline (Maine Coon, Ragdoll) possono essere afflitte da malattie cardiache di origine genetica, che si manifestano molto precocemente e meritano, quindi, particolare attenzione (vedi: diagnosi precoce di cardiomiopatia ipertrofica).
I gatti anziani, inoltre, soffrono spesso di ipertensione, che è asintomatica ma può determinare improvvisi danni cerebrali. Nel gatto, ancor più che nel cane, è quindi consigliabile il monitoraggio periodico della pressione sanguigna.

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